Commento al vangelo don Manuel Millo
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Buongiorno e buon venerdì della seconda settimana di Avvento 💕
Memoria della Beata Vergine Maria di Guadalupe💕
Signore venga il tuo Regno per mezzo di Maria
Quarto giorno della novena delle rose a Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo 🌹
Ore 17,00 Santo Rosario
Ore 17,30 Santa Messa
🔥 VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt11,16-19):
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
🔥 COMMENTO
Il Vangelo di oggi mostra l'atteggiamento di chi critica da una parte l'austerità di Giovanni e dall'altra la gioia di Gesù che mangia con i pubblicani e i peccatori. Gesù ci paragona a dei bambini capricciosi che battono sempre i piedi, che quando vedono una cosa la vogliono ma poco dopo ne vogliono un'altra. Come bambini capricciosi spesso facciamo perennemente il bastian contrario! Accadde allora e accade anche adesso. Riconosciamo che quest'atteggiamento è in tutti noi, ed è come una maschera che indossiamo quando non vogliamo accogliere il Vangelo e con esso il cambiamento nella nostra vita. Ci crediamo e ci travestiamo da cristiani integerrimi per arrogarci il diritto di criticare tutto e tutti. Forse diciamo così anche noi: "Questa cosa si poteva e doveva fare meglio, quest'altra cosa non andava fatta, io avrei fatto in un altro modo". Ma intanto, ed ecco l'incoerenza, non muoviamo un dito! riporti una preghiera del Vescovo Tonino Bello: "Signore salvaci dalla presunzione di sapere tutto. Dalla arroganza di chi non ammette dubbi. Dalla durezza di chi non tollera ritardi. Dal rigore di chi non perdona debolezze. Dall'ipocrisia di chi salva i princìpi e uccide le persone».










